Le mie riflessioni recenti
Settimana trascorsa ho preso una pausa del lavoro per passare il tempo col mio amico lettone, dopo questo è stato abbastanza difficile ritornare al ritmo precedente. Onestamente, posso dire, che ho dovuto questa pausa perché mi mancava tantissimo la mia cultura, amici e famiglia. Al serio, prima di andare in Italia ho pensato che non senterò lo shock della cultura così tanto ma adesso posso dire che non è facile abitare in un paese nuovo anche se hai conoscenze pregresse della cultura e della lingua.
L’ultimamente sento senza motivazione e confusione. Questo stato ovviamente non mi fa sentire molto bene però è anche difficile superare queste emozioni così facile. Quando parlo con la mia sending organisation ottengo assicurazione che questo è normale, anche a volte non volere niente. Mi sento che questo periodo in organizzazione è un po’ transitivo, pieno con cambiamenti e nuovi progetti e nove perspettive. Da un lato ho sento molto libera nel mio lavoro, che posso fare i miei progetti, che non ho delle ore fisse e un programma flessibile però, ho capito che funziono meglio in ambiente di lavoro quando c’è più struttura. Questo è qualcosa di cui penso tanto all’ultimo tempo. Ogni cultura ha il suo modo come fare le cose e non è così facile sempre cambiare il suo punto di vista, la sua abitudine e cominciare a funzionare, pensare in un nuovo modo, completamente diverso per te.
Il momento clou della settimana è stato Festa della Liberazione a parco Rossani. Era la mia prima volta quando ho partecipato in questa celebrazione e devo dire che ho sentito molto libera e felice durante la festa. Anche se la maggior parte dello staff sembrava abbastanza preoccupata e le cose erano un po’ disorganizzate, secondo me, tutti sono stati divertiti. Sono stato felice vedere così tanta gente a questa festa e anche dentro in casa nel parco Rossani. L’ultimi mesi durante questo progetto, posso dire che sono stati interessanti. Questo è stato un ambiente in cui non ho ancora lavorato. Un’altra risoluzione che ho avuto è, che ho il limite di quanto tanto voglio e posso parlare con le persone sconosciute. Onestamente questo è qualcosa con cui da quando sono qui faccio fatica, e se all’inizio pensavo che sarebbe passata, ora ho capito che ho semplicemente dei limiti diversi rispetto alla maggior parte delle persone che mi circondano. Uscire della zona di comfort è bene, ma sentirsi spesso non comodo anche non è piacevole.
Tuttavia, sono qui per una esperienza particolare, nuova e molto interessante e a questo momento mi sento, che ho imparato più a me stessa che del lavoro. Il che mi sta bene, dato che era uno dei miei obiettivi quando ho presentato la candidatura per il progetto. Adesso è la metà del progetto e non so dove è passato il tempo. Nella seconda parte del progetto ho vorrei pianificare più eventi miei, essere attiva al Waterfront, continuare a migliorare il mio italiano e cominciare a sentire e sentirmi più a mio agio con me stessa. Questi sono stati i miei pensieri nell’ultimo tempo.
